Come gestire in fotografia l’apertura del diaframma in modo semplice

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APRILE, 2018

Tecnica Fotografica
Apertura Diaframma
Tutorial

Cos’è e a cosa serve l’apertura del diaframma?

È venuto il momento di capire come puoi comandare e sfruttare questa particolarità tecnica per ottenere delle foto strepitose dal punti di vista artistico e creativo.

Come si gestisce l’apertura del Diaframma

La priorità diaframma (o apertura) si attiva nella tua fotocamera selezionando la modalità identificata con la sigla A oppure Av (variano in base al modello e marca di fotocamera, ma stanno ad indicare la stessa identica funzionalità) e permette di avere il pieno controllo dell’apertura del diaframma.

  • A = Aperture
  • Av = Aperture Value

Come per la priorità di tempo, anche questa funzionalità rientra tra i comandi semiautomatici utilizzati da molti fotografi professionisti.

Ad essere sincero, e non credo di sbagliare, credo di poter affermare che probabilmente questa modalità di scatto può essere definita una delle modalità di scatto preferita ed utilizzata dalla maggioranza dei fotografi in giro per il mondo.

Per quale motivo?

Ne parlerò dopo, ma ti posso anticipare che con questa modalità tutto sommato puoi gestire anche il tempo di scatto (anche se non in modo diretto come nella modalità priorità di tempo ovviamente).

Foto di Billy Williams

Cosa fa la fotocamera

Quando imposti la fotocamera in questa modalità di scatto tu prendi il controllo dell’apertura diaframma che viene indicata in valori numerici anticipati dal prefisso f/.

In questa modalità tu imposti l’apertura del diaframma che ritieni opportuno e la fotocamera si arrangia da sola ad adeguare tutti gli altri parametri per ottenere un’immagine correttamente esposta.

Ogni fotografo e foto amatore sa che per ottenere una corretta esposizione deve combinare correttamente tre fattori…

 

  1. la sensibilità ISO del sensore
  2. il tempo di scatto
  3. l’apertura del diaframma

Quando scatti in priorità diaframma (o di apertura) ti devi preoccupare solamente di capire qual’è la profondità di campo e sfocato che vuoi ottenere.

La fotocamera, in modo automatico, imposta il tempo di scatto corretto e, in alcune fotocamere, anche la sensibilità ISO.

Foto di Anders Jildén

I vantaggi

Gestendo l’apertura del diaframma puoi gestire la profondità di campo, o in modo più semplice puoi in pratica gestire lo sfocato.

Il concetto di fondo che devi ricordare è che se vuoi creare degli sfocati interessanti devi impostare dei numeri diaframma molto bassi, i più bassi possibili con il tuo obiettivo che stai usando.

Puoi usare questo sistema per ottenere dei splendidi ritratti ad esempio: è molto efficace creare uno sfocato dietro al soggetto che stai fotografando, in modo che l’osservatore non si distragga da oggetti/elementi/situazioni che ci sono dietro al soggetto principale.

 

Se invece vuoi ottenere più elementi possibili a fuoco, devi fare l’esatto contrario: impostare dei numeri diaframma molto alti.

Questo modo viene usato in assoluto nella fotografia paesaggistica in modo che nel panorama fotografato, salvo diversa scelta del fotografo, gli elementi imprimo piano e anche le montagne nello sfondo, siano perfettamente nitide e a fuco per far gustare all’osservatore l’immagine nella sua maestosità.

I vantaggi nascosti

Di questi ne parlano in pochi. O almeno io non ho trovato mai nessuno darci importanza.

È chiaro che il poter gestire la profondità di campo ha sicuramente ripercussioni enormi sul lato artistico e creativo, ma il diaframma permette di fare anche un’altra cosa.

Entra in gioco il triangolo dell’esposizione.

Segui il ragionamento

Considerato che tutti i fattori — ISO/TEMPO/APERTURA — sono tra loro collegati e bilanciati per poter ottenere una foto correttamente esposta, se tu cambi un valore del diaframma (passando ad esempio da f/16 a f/2) significa che questo cambiamento si ripercuote anche sugli altri due fattori (ISO e Tempo di scatto) che dovranno essere ricalcolati ed adattati.

Nello specifico che succede se passi da un numero diaframma alto (f/16) ad uno molto più basso (f/2)?

Succede, come ti ho spiegato prima, che la profondità di campo sarà minore e quindi otterrai degli sfocati più facilmente.

Ma… succede anche che hai aperto di molto il foro del diaframma, facendo passare molta più luce attraverso l’obiettivo e che andrà a colpire il sensore.

 

Tutto chiaro fino a qui? Ti torna tutto?

A questo punto, e ormai siamo alla conclusione del ragionamento, per ottenere comunque una foto correttamente esposta, la fotocamera interviene:

  1. o sulla sensibilità ISO;
  2. o sui tempi di scatto;

Se nella tua fotocamera non è possibile o non hai attivato gli ISO automatici, le fotocamere agiscono sul tempo di scatto rendendolo molto più veloce.

Essendoci molta più luce che bussa alla porta del sensore, la fotocamera la aprirà per pochi attimi rispetto a prima.

Vale ovviamente anche il contrario: più chiudi il diaframma e più lungo sarà il tempo di scatto.

Mettiamoci alla prova

1 – Se stai scattando in priorità diaframma e ti accorgi che il tempo di scatto è troppo lento, che cosa puoi fare?

2 – Se stai scattando in priorità diaframma e ti rendi conto che hai la necessità di usare un tempo di scatto un po’ più lento, che cosa puoi fare?

Risposta #1: apri il diaframma di qualche numero. Passando più luce automaticamente il tempo di scatto diventa più veloce.

Risposta #2: chiudi il diaframma di qualche numero. Fai passare in questo modo meno luce e la fotocamera imposterà automaticamente un tempo di scatto più lento (o lungo).

Foto di Pietro De Grandi

Quali sono i limiti

Nella gestione dell’apertura del diaframma hai tutto sommato un solo limite: l’apertura massima.

Se hai più di un obiettivo probabilmente ti sei già accorto/a che non permettono di arrivare tutti alla stessa apertura massima; avrai degli obiettivi che arrivano ad aprire il diaframma fino ad un valore di 3.5, altri fino a 4, magari se hai un buon obiettivo arrivi anche a 1.8.

 

In sostanza, non tutti gli obiettivi permettono di far passare la stessa quantità di luce, pertanto ce ne saranno alcuni che permettono di farne passare tanta (f/1.4… f/1.8… f/2.0) ed altri che non permettono questo lusso (f/4… f/5.6).

Sta a te scegliere e capire quale obiettivo ti serve perché in linea di massima vale la regola: più luce fanno passare, più costano. Quindi un obiettivo con apertura massima f/2.8 di solito costa molto più (anche il doppio o triplo) di uno con apertura f/4.

Fonte: tecnicafotografica.net

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