I punti fondamentali per migliorare la tua fotografia
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GENNAIO, 2017

Fotografia
Tecnica Fotografica
Consigli

Nel 90% dei casi (parlo per semplice esperienza personale, nessuna statistica scientifica comprovata) ho notato che la differenza tra un fotografo in grado di produrre risultati “mediocri” e chi invece realizza delle immagini stupende ed amate da molti, non sta in quel numero di 11 cifre chiamato P.IVA e che identifica ufficialmente un “professionista”, ma sta piuttosto in un diverso approccio nel metodo ed una determinata costanza.

Da qui mi sento in lasciare un piccolo “reminder”, consigli per ottenere risultati migliori ogni volta che prenderete in mano la vostra macchina fotografica. Detto questo: cosa serve?
Parliamo di cosa NON ti serve

Qualche consiglio su “cosa non ti serve”.
Spesso quello che non ti serve è una fotocamera professionale. Nella maggioranza dei casi una fotocamera “base” è più che sufficiente per le tue necessità. Le basi della fotografia, le regole che prima di rompere devi apprendere e fare tue, sono applicabili anche con uno smartphone, anzi, ripetere le regole di base in esercizi personali è sempre un buon metodo per migliorare il proprio occhio e la propria percezione della fotografia. Certo, è ovvio che alcuni risultati potrai ottenerli solo attraverso dei mezzi professionali e performanti, ma, soprattutto all’inizio, ti servono?
Ricorda sempre, è buona regola, anche per un professionista, ripassare le basi con mezzi semplici di tanto in tanto.

Se NON HAI con te la tua fotocamera, non abbatterti. A me capita di continuo di trovarmi in un contesto che “ma che cavolo, dov’è la mia fotocamera…”. Se ti trovi in giro con il solo smartphone scatta ugualmente una foto a ciò che ti ha colpito! Ricorda sempre, ogni situazione richiede il suo mezzo, se ti trovi in una condizione di limitazione dei mezzi fotografici usa quello che hai!

Se sei un fotografo già vissuto e formato con la convinzione di conoscere abbastanza bene la fotografia beh… a volte “ripassare” i concetti fondamentali è un toccasana. Ci sono un sacco di professionisti che dopo anni di fotografia ottengono delle foto buone, ma non eccezionali, solo perché trascurano le basi.
L’ESPOSIZIONE FOTOGRAFICA
Alla base di tutto ci deve essere l’esposizione corretta e questo si basta sulla conoscenza del “triangolo dell’esposizione”, ovvero su come i tre parametri fondamentali della fotografia (APERTURA, TEMPO, ISO) interagiscono tra loro nella foto finale.
Apertura del diaframma: è il foro all’interno dell’obiettivo, che puoi regolare nella sua dimensione per far passare più o meno luce. Un numero basso (tipo f/2.8) corrisponde ad un buco più grande che fa passare molta più luce, mentre un numero alto (tipo f/5.6) corrisponde ad un foro più piccolo che fa passare meno luce. Questa apertura influisce sugli altri due parametri, infatti se passa poca luce allora la fotocamera userà un TEMPO DI SCATTO più lungo o sarai costretto ad aumentare la sensibilità ISO.
Velocità di scatto: fa riferimento al tempo di scatto che utilizzi e determina il risultato della foto. Se usi un tempo di scatto “lento” gli elementi che si muovono durante la fase di scatto risulteranno “mossi” o lasciano delle scie luminose (tipo i fari delle auto). Un tempo di scatto “veloce” invece è ideale se vuoi bloccare una scena. Questo parametro incide sugli altri due: con un tempo di scatto “lento” significa che la luce colpisce per più tempo il sensore, pertanto la fotocamera potrebbe variare l’APERTURA DEL DIAFRAMMA (se la luce è troppo intensa), oppure potresti essere costretto a ridurre la sensibilità ISO.
La sensibilità ISO: va a definire quanto vuoi rendere sensibile alla luce il sensore digitale. Un valore più alto corrisponde ad una sensibilità maggiore (quindi comodo quando scatti di sera o in condizioni di scarsa luce), ma dà come risultato un effetto collaterale: il rumore digitale. Il rumore non è altro che un degrado dell’immagine come puoi vedere da questo esempio. L’aumento della sensibilità alla luce incide sugli altri parametri, pertanto il TEMPO DI SCATTO potrebbe “diminuire” oppure l’APERTURA DEL DIAFRAMMA potrebbe “ridursi” per far arrivare meno luce al sensore.
LA NITIDEZZA

Quanto è importante la nitidezza in una scena fotografata? Tantissimo. Lo sguardo dell’osservatore si concentra e viene attirato SEMPRE dall’elemento più nitido del contesto che hai fotografato. Quello che devi fare tu, fotografando, è sfruttare la nitidezza e le sfocature, per guidare l’occhio dell’osservatore.

LA PROFONDITÀ DI CAMPO

Le fotocamere sono in grado di mettere a fuoco un solo punto della scena, quindi fa differenza nel mettere a fuoco una montagna nello sfondo rispetto alla roccia in primo piano, ma puoi sfruttare l’apertura del diaframma – chiudendolo – per fare in modo che la nitidezza si estenda dal primo piano fino allo sfondo.

Ma come fare per poter capire se è sufficiente? Puoi scegliere due strade; la prima consiste nel premere il tasto “anteprima di apertura diaframma” (cerca sul tuo manuale di istruzioni se è presente e dove si trova). La seconda consiste nell’usare dei software on-line che, una volta inserito qualche dato, fanno i calcoli per te dicendoti quanti elementi avrai perfettamente a fuoco. Eccoli:

IL TEMPO DI SCATTO

Il fattore che più incide sulla scarsa nitidezza di una immagine è tuttavia l’impostazione di tempo di scatto SBAGLIATO. Sembra assurdo, ma è proprio lui il colpevole. La maggioranza dei fotografi, professionisti compresi, ottengono foto poco nitide perché sbagliano ad impostare il tempo di scatto.

La ragione è molto semplice. Quando la velocità di scatto è troppo bassa rispetto alla velocità cui si muove il soggetto, è assolutamente normale che il soggetto appaia “mosso”, quindi poco nitido, nella foto che ottieni.

A questo va aggiunto anche il movimento che fai tu, se non usi un treppiede, causato dall’impossibilità di tenere ferma ed immobile una fotocamera con il suo obiettivo a mano libera. E’ vero, esistono gli stabilizzatori in questo caso, ma spesso non sono sufficienti pertanto ecco alcuni consigli utili:

  • Se il soggetto è in movimento, cerca di mantenere la velocità di scatto a 1/125° di secondo, o superiore.
  • Se il soggetto è fermo, e tu hai una mano ferma, probabilmente puoi utilizzare anche un tempo di scatto di 1/60° di secondo.
  • Come regola generale tieni in considerazione che più lunga è la focale e più veloce deve essere il tempo di scatto che devi usare. Una regola empirica è quella di usare un tempo di scatto pari a 1/ “lunghezza focale del tuo obiettivo”, quindi se usi un obiettivo da 25mm di focale il tempo di scatto “minimo” che puoi usare è di 1/25″.

LA MESSA A FUOCO

In certi casi una foto poco nitida non è data dalla scarsità dell’obiettivo usato, nemmeno dal micromosso o dall’uso di un diaframma troppo aperto. In certi casi l’errore è molto più banale: hai messo a fuoco l’elemento sbagliato.

Ma com’è possibile? In realtà non è difficile fare questo errore. Le fotocamere hanno autofocus veramente performanti ma non sono ancora in grado di saper decidere bene da sole qual’è il soggetto che tu vuoi vedere nitido. Se ad esempio lasci impostata la messa a fuoco “multipunto” la fotocamera deciderà in modo autonomo cosa mettere a fuoco e potresti rischiare che metta a fuoco il soggetto sullo sfondo (magari più contrastato) rispetto al soggetto primo piano che interessava a te.

Imposta la messa a fuoco su punto singolo ed impara a fare la ri-composizione. In pratica:

  • usi il punto AF bloccato al centro del mirino per mirare il soggetto/elemento che vuoi rendere nitido;
  • premi per metà il tasto di scatto in modo che la fotocamera attivi l’AF e metta a fuoco il soggetto/elemento prescelto;
  • continuando a tener premuto per metà il tasto di scatto, componi la tua immagine secondo i tuoi gusti.
  • una volta fatto questo non resta che premere a fondo il tasto di scatto per ottenere la foto.

Scritta in questo modo sembra un processo lungo e macchinoso, ma in realtà è estremamente rapido. Se ci prendi la mano probabilmente non userai più il sistema di messa a fuoco multipunto. Ah… quasi dimenticavo… questo sistema non va usato con il sistema di messa a fuoco continuo che dovrai, se attivo, disattivare.

Fonte: tecnicafotografica.net

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