6 errori da non commettere nella progettazione di un logo

02

MAGGIO, 2017

Immagine Aziendale
Brand Identity
Logo Design

“Uno dei primi aspetti a cui il pubblico presta attenzione è, oltre al nome dell’azienda, il logo che la rappresenta”.

Lo dice uno dei grandi guru del branding, David Brier. Siamo d’accordo?

Ogni azienda, piccola o grande che sia, ha bisogno di un logo che identifichi i propri valori, la propria personalità, che funga in sostanza da biglietto da visita e da presentazione.

Molte aziende commettono degli errori riguardanti il design del proprio logo e pregiudicano irrimediabilmente l’immagine veicolata sul mercato.

Scopriamo insieme quali sono i sei errori più frequenti.

#1 Un design troppo complesso o, al contrario, troppo semplice

È vero che i loghi semplici sono più facili da ricordare ma differenziarsi e lasciare il segno è essenziale.

I loghi non devono essere nemmeno troppo complessi o astratti, per non generare confusione nel consumatore. Inoltre, i design con molti orpelli e ricchi di dettagli non si adattano a tutti i supporti di stampa e spesso risultano irriconoscibili nelle dimensioni di icone e favicon sul web.

Secondo questo studio, il logo della Nike è quello più riconosciuto negli Stati Uniti: è semplice, non è legato alla natura del business in cui l’azienda opera, ma funziona dannatamente bene.

#2 Investire troppo poco nel logo

Ci sono siti online che forniscono loghi gratuitamente o a basso costo. Questi loghi a buon mercato finiranno in realtà per essere molto costosi nel lungo periodo.

Alcuni imprenditori risparmiano sul design di un logo, pensando che non sia necessario assumere un professionista che lo progetti.

Il prezzo dell’elaborazione grafica di un logo non è necessariamente garanzia di successo, basti pensare a quello ideato per le Olimpiadi di Londra 2012, costato oltre 500.000 dollari e rivelatosi un enorme fallimento, ma le soluzioni home-made non sono mai la strada giusta.

#3 Usare immagini di scarsa qualità

Un logo efficace deve rispettare le caratteristiche tecniche basilari per la riproduzione sui supporti di stampa di diverse dimensioni, ma deve anche essere compatibile con la distribuzione in formato digitale.

Per questo, la qualità del prodotto è indispensabile: affidarsi a un designer professionista per la progettazione del logo aziendale ti permetterà di acquisire i materiali in formato vettoriale, realizzati con i software professionali come CorelDraw e Adobe Illustrator.

Poiché l’uniformità visiva è importante, la qualità dell’immagine deve essere curata con attenzione, al fine di trasmettere integrità, coerenza e precisione.

#4 Sottovalutare il legame brand-logo

Il brand e il logo non sono altro che due facce della stessa medaglia. Entrambi devono comunicare lo stesso messaggio al consumatore, uno attraverso la parola l’altro attraverso l’immagine.

È necessario ascoltare il cliente e comprendere le sue esigenze prima di arrivare alla progettazione logo. Solo in quel modo si potrà definire un logo corretto: dalla selezione dei colori a quella delle forme, fino a giungere al posizionamento del marchio. I requisiti devono essere chiari ed espressi  per iscritto, in modo tale che il designer sia guidato in maniera chiara e precisa fin dall’inizio.

Un esempio lampante di quanto appena detto è il logo di Adidas: è stato progettato pensando ad una scarpa sportiva, per trasmettere l’idea di dinamicità, sport e in generale di movimento.

Un logo non è solo un’immagine: è una storia, un universo di valori che concorrono a comunicare in modo efficace la value proposition dell’azienda ai propri consumatori.

#5 Usare troppi colori e troppi effetti

Attenzione a non eccedere con il colore!

Ogni volta che si progetta un logo, si parte da una base mono-colore. La motivazione è semplice e ricalca la necessità di universalità del logo su ogni supporto. Progettare il logo aziendale in nero o in bianco, permetterà di posizionarlo su qualsiasi base colore senza perdere lo stacco col fondo.

Una volta impostata la linea grafica, è possibile associare il colore in base ai valori del brand e al messaggio che si intende comunicare: alcuni dei più famosi loghi in circolazione sono in realtà in bianco e nero, come quelli di Nike e Apple, tuttavia gli aspetti cromatici hanno spesso rappresentato le chiavi del successo in altre realtà, come il colore rosso in Mc Donald’s e Coca-Cola.

Ogni settore ha le sue scale cromatiche di riferimento. Se stiamo progettando un logo aziendale nel settore food, per esempio, probabilmente sceglieremo un rosso, un verde o un arancione, colori che sono associati agli stimoli della fame, secondo gli psicologi.

#6 Copiare loghi altrui

Si tratta forse di uno dei peggiori fra gli errori elencati. Significa mancanza di personalità, poca creatività e poco coraggio.

La copia palese del logo di un altro brand, magari in un settore commerciale affine, non è solo un reato (Sony Ericsson vs Clearwire Corporation ne è un esempio), ma anche uno dei motivi principali per cui i loghi falliscono. Come pensi di connetterti con il tuo target se sei identificato da un logo già in circolazione?

Siediti e pensaci bene. Valuta cosa funziona e cosa non funziona, ma non avere fretta di “ispirarti” alle idee altrui.

Dato che sostituire in corsa o modificare troppo frequentemente i loghi senza una reale necessità di aggiornamento è considerata una pratica poco ortodossa, l’idea dovrebbe essere quella di sviluppare un logo evergreen durevole negli anni, da riattualizzare seguendo i trend del design di anno in anno.

Fonte: ninjamarketing.it

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