Scrivere una bozza, gli 8 passi per superare l’impasse della pagina bianca

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MARZO, 2019

Consigli
Scrittura Creativa

Passare dall’idea geniale che hai avuto sotto la doccia a uno scritto lucido e professionale che si connetterà con i tuoi lettori non è mai così facile come vorremmo che fosse. Ma con la giusta mentalità, gli strumenti e qualche aiuto, puoi temperare la tua matita migliore e passare con facilità dalla pagina bianca alla prima bozza.

L’ideazione incontra sempre l’inerzia. Il pensiero magico non porterà le parole dalla mente al foglio. In realtà, la prima stesura di qualsiasi pezzo di scrittura inizia da qualche parte nel profondo del subconscio, quando stai dormendo o stai facendo tutt’altro. Tutto, tranne che fissare la pagina bianca.

È come il film Inception: un sogno dentro un sogno che lentamente si fa strada nella tua mente cosciente, come se fosse guidato da forze oniriche. Riuscire a fermare questo sogno chiamato idea una volta che si presenta è fondamentale, indipendentemente da come viene originato nel nostro cervello.

E se vogliamo essere assolutamente realisti, l’inizio potrebbe essere un completo disastro.

Ma il “disastro necessario” è proprio il mezzo per sfruttare qualsiasi idea arrivi, per quanto pazza all’inizio possa sembrare. È il modo migliore per non giudicare o preoccuparsi dello stato di quelle parole quando vengono fermate sulla carta.

Ognuno di noi ha metodi diversi per fermare le idee: un blocco note sul cellulare, un google doc in cloud, un messaggio vocale mandato a un amico. Ma le ricerche dimostrano che il nostro cervello pone un accento maggiore sugli appunti presi a mano. 

Per questo, l’avere sempre con sé un quaderno o un notes su cui appuntare le idee è un passo fondamentale per ottenere una prima bozza di qualunque cosa tu voglia scrivere.

Il potere della prima parola

La verità è che, una volta avviato un progetto in qualsiasi formato, sei psicologicamente – e anche neurologicamente – portato a finirlo. L’arte di iniziare è quindi è uno degli strumenti più potenti che abbiamo a disposizione.

L’autore del bestseller Atomic Habits, James Clear, ha il suo personale consiglio di produttività, che definisce la prima legge della produttività di Newton“Gli oggetti a riposo tendono a stare a riposo. Gli oggetti in movimento tendono a rimanere in movimento. Quando si tratta di essere produttivi, ciò significa una cosa: la cosa più importante è trovare un modo per iniziare. Una volta iniziato, è molto più facile rimanere in movimento”.

La maggior parte dei professionisti che si occupano di scrittura sono fedeli alla cosiddetta “mentalità a piccoli passi”.

L’obiettivo è quello di non sovraccaricare di paure e aspettative il cervello, che è naturalmente portato a ragionare per obiettivi definiti.

I grandi obiettivi comportano una grande capacità di astrazione e un dispendio enorme di energie per essere immaginati.

Al contrario, la mentalità a piccoli passi ti permette di iniziare a scrivere e di costruire il pensiero, idea dopo idea e parola dopo parola.

Inizia dalla prima parola, costruisci la prima frase. Il resto sarà più facile da pensare e quindi da scrivere. Proprio come le buone abitudini, anche la scrittura ha bisogno di ripetizione: in un certo senso di essere “addomesticata”.

Perfezionismo vs estetica wabi-sabi

Una volta entrati nella mentalità a piccoli passi, la tentazione di confrontarsi con gli altri è in agguato: ti capiterà letteralmente ogni volta che ti accingi a scrivere.

Ma non solo, confronterai la tua bozza con le migliori pubblicazioni in circolazione, ne siamo sicuri.

Però ricorda: c’è una bellezza intrinseca in quella bozza che ti sembra ancora così grezza.

Hai mai sentito di uno scultore professionista che si lamenta di un blocco di pietra dopo qualche colpo di scalpello? O di un artista che inizi a dipingere e accusi la tela di contenere poche pennellate?

Accettare l’imperfezione e persino ammirarla per quello che è, è ciò che risiede nell’estetica giapponese wabi-sabi, fondata sull’accoglimento della transitorietà delle cose.

Wabi-sabi nutre tutto ciò che è autentico riconoscendo tre semplici realtà: nulla dura, niente è finito e nulla è perfetto” – Richard R. Powell

Ogni capolavoro inizia con un centinaio di iterazioni sperimentali e quasi tutta la buona scrittura inizia con terribili sforzi iniziali. Però bisogna iniziare, da qualche parte. E il luogo in cui farlo è la carta. Il secondo passo è ripulire lo scritto dagli errori e dal superfluo. Il terzo, come in un officina, è stringere dadi e bulloni.

“Scrivere è facile. Devi solo aprire una vena e sanguinare”

Ogni aspirante scrittore ha probabilmente letto in qualche forma questa citazione. Le varianti della citazione sono state attribuite all’autore di narrativa Paul Gallico, all’editorialista Red Smith, a Friedrich Nietzsche, a Ernest Hemingway, a Thomas Wolfe (gli ultimi due, anni dopo la loro morte) e a una dozzina di altri scrittori famosi.

La natura apocrifa della citazione riecheggia ovviamente dentro l’immaginario degli scrittori di tutto il mondo.

Ma cosa significa scrivere con il sangue? Si riferisce alla dedizione e alla spinta necessarie per elaborare una prosa che parli al pubblico, che si connetta intimamente con i lettori.

Il sangue, il sudore e le lacrime sono la metafora perfetta: l’impegno per la scrittura fa rima con il dolore, fisico e mentale.

Chiunque si occupi di scrittura in modo professionale (o vorrebbe farlo) sa che è necessario trovare gli strumenti adatti al proprio processo creativo.

E la maggior parte di essi:

  • sviluppano processi ripetibili;
  • elaborano un metodo per minimizzare le distrazioni;
  • impostano un conteggio di parole o una frazione di tempo;
  • scrivono ogni giorno.

Inizia dalle cose facili

Scrivi una versione libera (la classica “brutta copia”) dell’introduzione prima di scrivere qualcos’altro, per mettere in luce perché quel particolare pezzo di testo è importante.

Potresti finire per cancellare la maggior parte o tutto, ma avere quell’obiettivo in primo piano ti permetterà di concentrarti sul resto del lavoro. Inizia così:

  1. parti da ciò che è più facile da scrivere;
  2. pianifica il lavoro con anticipo (e datti sufficiente tempo per elaborare);
  3. accetta gli errori, anche se ti sembrano ridicoli;
  4. scolpisci la tua arte.

Sul punto 2, un consiglio aggiuntivo.  Puoi ad esempio impostare un timer per 45/50 minuti, non per tenere necessariamente traccia del tempo, ma per darti spazio per mettere a fuoco le idee, per elaborarle nella mente. Finché il timer continua a funzionare scrivi di getto, senza preoccuparti degli errori.

Chiunque scriva plasma concetti, parole, stili. E lo fa partendo dal materiale grezzo, proprio come lo scultore lo fa con il marmo e l’artista con il colore.

Il nostro materiale grezzo è la prima bozza ed è molto più facile partire dalla bozza, per quanto poco raffinata sia, che da zero.

Una domanda a cui rispondere quando siamo fermi e non riusciamo ad andare avanti nello scritto è: “cosa sto cercando di dire?”. Scrivilo, letteralmente, e poi rispondi. Può servirti una volta sola oppure dieci. Scrivilo ogni volta e ogni volta rispondi.

La tua bozza può anche essere strutturata seguendo una sorta di tabella di marcia che include la scrittura di:

  1. titolo
  2. sottotitolo
  3. bozza di introduzione
  4. progetto del corpo del testo
  5. editing
  6. editing
  7. rilettura

La strategia migliore è completare i passaggi in giorni diversi. Ti permette di uscire ed entrare (letteralmente) nel tuo elaborato. Porterai con te quindi, nuove prospettive e nuovi punti di vista in momenti diversi.

Prepara la tua scrivania per la produttività

Se non sei pronto per iniziare a scrivere, non sederti.

Prima di farlo, prepara il terreno, il tuo luogo di lavoro: la scrivania.

Che si tratti di raccogliere le tue ricerche, approfondire i fatti o “incubare” le tue idee, avere un qualche tipo di rituale o disciplina può essere estremamente utile per metterti nella giusta mentalità, per trasformare lo scrivere in un compito altamente produttivo.

Puoi partire da cose molto semplici:

  • metti tutto a portata di mano (penne, carta, materiale di ricerca, ecc.);
  • quando finalmente ti siedi, sii il più concentrato e determinato possibile;
  • scrivi in ​​un momento della giornata che si adatta alla tua produttività;
  • togli la connessione dati a cellulare e computer per evitare distrazioni;
  • se ti aiuta, scatta foto delle cose che devi ricordare;
  • sii pronto ad iniziare la conversazione.

Riconduci tutto alla domanda: perché?

Hai la giusta mentalità e gli strumenti adatti ma ancora non riesci a superare lo scoglio della pagina intonsa? In altre parole, la prima bozza ti sembra ancora un miraggio?

  1. Inizia con perché – ricorda: hai una ragione per scrivere!
  2. Stabilisci obiettivi a lungo termine – avere piccoli obiettivi da raggiungere di volta in volta ti aiuta a non desistere.
  3. Pianifica il tempo della scrittura e tieni fede al tuo appuntamento.

Prima di tirare in ballo congiure, superstizioni o l’intelligenza artificiale per scrivere quella prima bozza, torna alle origini. O come direbbe Simon Sinek, trova il tuo perché“.

Alla fine, inizia a lavorare sul materiale di ricerca. Una volta che hai speso una quantità adeguata di tempo in lettura, ricerca e riflessione, prendi un quaderno o un foglio di carta e butta giù almeno una pagina di note, ispirazioni, idee per approfondimenti.

Definisci l’outline, cioè la struttura

Da quella pagina di note e idee, trova le più pertinenti e inizia a sviluppare un outline. Creare un outline (o uno schema) è un buon passo da fare mentre scrivi il tuo articolo. Ti consente di inserire idee nuove e assicurarti che il tuo documento sia organizzato, focalizzato e supportato da dati e prove. Molti professionisti della scrittura  trovano più facile lavorare su una struttura anziché partire da una pagina vuota.

Come scrivere un outline:

  • identifica il tuo argomento o la dichiarazione di tesi.
  • Decidi quali punti vorresti discutere durante il tuo intervento.
  • Metti i tuoi punti in ordine logico, numerico in modo che ogni punto si colleghi al tuo punto principale.
  • Scrivi le possibili transizioni tra i paragrafi.

Ricorda che lo schema dovrebbe servire come idea approssimativa di come si svilupperà lo scritto, non deve essere molto formale o esatto.

Ad esempio il tuo outline può avere questa struttura:

1. Idea principale 1

1A idea secondaria o di supporto all’idea principale 1

1B idea secondaria o di supporto all’idea principale 1

1a. idea secondaria a 1B

1b. idea secondaria a 1B

2. Idea principale 2

A. Idea secondaria o di supporto all’idea principale 2

B. Idea secondaria o di supporto all’idea principale 2

C. Idea secondaria o di supporto all’idea principale 2

3. Idea principale 3

Organizza le informazioni

Esistono alcuni modelli generali per l’organizzazione informazioni all’interno di un documento testuale.

Questi modelli sono chiamati “modalità di disposizione” e descrivono i diversi modi in cui le informazioni potrebbero essere disposte all’interno di un testo.

Le modalità di disposizione includono:

  • narrazione: raccontare una storia;
  • descrizione: mettere in relazione ciò che vedi o percepisci attraverso i sensi;
  • processo: descrivere una sequenza di passaggi necessari per un processo;
  • definizione: illustrare il significato di certe parole o idee;
  • divisione e classificazione: raggruppare idee, oggetti o eventi in categorie;
  • confronto e contrasto: trovare somiglianze e / o differenze tra gli argomenti;
  • analogia: fare un confronto tra due argomenti che inizialmente sembrano non correlati;
  • causa ed effetto: spiegare perché è successo qualcosa o l’influenza di un evento su un altro.

L’intero scritto potrebbe essere un confronto diretto tra due o più idee o concetti, oppure potresti iniziare descrivendo un processo e poi esplorare l’effetto e le conseguenze che quel processo ha su qualcos’altro. Sii consapevole di quale sia il tuo scopo in ogni punto del tuo elaborato e sii sicuro che questo scopo si evinca e sia organizzato in modo appropriato.

Dopo tutto, quello che dobbiamo evitare è proprio creare confusione nel lettore.

Fonte: Ella Marciello – ninjamarketing.it

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