Cosa c’è da sapere sui community standard di Facebook

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MARZO, 2017

Social Networks
Facebook Community Standard
Know How

Come non essere bannati, come far rimuovere contenuti lesivi e come (soprav)vivere nella community più vasta del mondo.

La questione sui community standard di Facebook è sempre più dibattuta, dai nudi artistici agli episodi di bullismo e “stupro virtuale”.

Ma cosa viola gli standard della community di Facebook? Come funziona la più grande community online al mondo, che ha il delicato compito di tutelare e moderare quasi 2 miliardi di utenti? Vediamo insieme i pilastri principali degli standard della community, con il commento lasciato dallo staff di Facebook Italia, il quale ha risposto ad alcune domande.

Nudità

Innanzitutto violano gli standard di Facebook i contenuti che contengano nudo. La regola è piuttosto chiara, sebbene siano state sollevate più di un’obiezione riguardo la questione capezzoli. I capezzoli, certo, perché quelli maschili sono tollerati dagli standard della comunità, mentre quelli femminili no. Una parte del mondo occidentale ha gridato alla misoginia, poiché a rigor di logica sono così “censurate” anche le foto delle madri che allattano al seno. Ancora una volta la questione va considerata in maniera globale: in una community così grande che tutela i diversi credi religiosi, una foto di nudo potrebbe urtare la sensibilità di alcune persone.

Per quanto riguarda invece i casi di nudi artistici, ci stiamo allontanando dai tempi in cui L’origine del mondo veniva censurata: “Valutiamo seriamente tutti i contenuti che ci vengono segnalati e diamo sempre un riscontro alle persone che segnalano un contenuto, fornendo aggiornamenti in tempo reale attraverso la casella del “Riepilogo delle Segnalazioni”. Imparando dagli esperti [del settore, ndr]”.

Hate speech

“Facebook non tollera contenuti di odio, di razzismo o di appelli alla violenza. Il discorso d’odio non è tollerato da Facebook, crimine perseguibile anche legalmente per quanti incitano all’odio per razza, religione, orientamento sessuale, gender identity e malattie e disabilità serie”. Come vedete la voce Hate speech è molto cambiata dagli inizi e comprende anche l’identità di genere – che ovviamente non è la stessa cosa di orientamento sessuale – e in merito alle malattie e disabilità.

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In un mondo liberale è fondamentale che tutti godano della libertà di esprimere le proprie idee, nel rispetto degli altri. Ad esempio si può essere favorevoli o meno ad ideologie politiche, sociali o religiose, ma fortunatamente esprimere le due posizioni non è – ancora – reato. È fortemente tutelato il diritto di satira, anche il più forte: ma per questo Facebook richiede ai gestori delle pagine di rendere visibili gli autori attraverso il check dei loro profili personali.

Contenuti violenti

Questa è semplice: sono banditi i contenuti di natura violenta fatta eccezione per tutti quei contenuti che rientrano nel diritto di cronaca. E qui, la questione è ingarbugliata ma non solo per Facebook: il dibattito sul limite del diritto di cronaca è centenario e vanta una vasta giurisprudenza.

All’interno di questa sezione troviamo anche la violenza sessuale. In questa fattispecie rientra il caso dei cosiddetti gruppi di “stupro virtuale”. Questi gruppi, infatti, promuovo contenuti – quelli testuali – violenti; oltre a violare la privacy delle ragazze le cui foto sono nel gruppo.

Al riguardo Facebook Italia ci tiene a precisare che “Rimuoviamo i contenuti che minacciano o promuovono violenza o sfruttamento sessuale, inclusi lo sfruttamento sessuale di minorenni e le aggressioni a sfondo sessuale. Abbiamo rimosso tutti i gruppi che attaccano le donne che violavano gli Standard della Comunità”.

Peccato che ancora questa tutela non sia stata allargata anche agli animali, impazzano infatti sulla community gruppi di cacciatori che per diletto postano le loro trionfanti foto accanto al cadavere della povera bestia o, i più audaci, si immortalano addirittura in video dove, fucile spianato come sostituto di una vera virilità, attuano l’esecuzione capitale della preda che muore fra ultimi tremiti.

Proprietà intellettuale, frodi, spam e attività pericolose

Sono ovviamente non consentite attività illecite come frodi, spam, furto di proprietà intellettuale e genericamente attività pericolose.

Sotto questo nome rientrano anche le attività terroristiche o anche l’apologia di attività criminali.

Per questa ragione pagine che inneggiano alla mafia, ad esempio, se segnalate verranno rimosse da Facebook Italia. “Rimuoviamo contenuti che esprimono supporto a gruppi coinvolti in attività violente o criminali; che supportano o omaggiano i leader di queste organizzazioni”.

Autolesionismo e bullismo

Gli standard della comunità sono costantemente migliorati. Una prova è senz’altro l’inserimento di due “novità” che finalmente trovano disciplina su Facebook e che su altre piattaforme social, invece, non sono mai state del tutto moderate con conseguenze terribili.

Sto parlando dell’autolesionismo e del bullismo, due elementi che altrove hanno trovato molto spazio di racconto creando delle vere e proprie community intorno a fenomeni negativi. Un esempio sono i blog sull’autolesionismo su Tumblr oppure i fenomeni gravissimi di bullismo su Ask.

Standard della community: necessari o censori?

Molti blogger devono ammettere che la permanenza su Facebook con le pagine ha conosciuto momenti difficili: molte immagini di nudo artistiche sono state rimosse e non è sempre stato facile comunicare a chi effettua i controlli che si tratta di nudo artistico, soprattutto per categorie come il cinema. I blogger, in questo senso, sono sicuramente i soggetti messi a dura prova nella community di Facebook: molti dei contenuti promossi dalle pagine tematiche possono, potenzialmente, violare gli standard sul copyright ad esempio ridoppiando uno spezzone di un film. È importante per questo continuare il buon lavoro fatto e pensare a delle linee guida speciali per questa categoria. Facebook non è onnipotente e in una community in costante mutamento è importante essere noi stessi alfieri di alcuni cambiamenti.

Il lavoro dietro gli standard della comunità è vasto e in costante aggiornamento, ma soprattutto è un lavoro necessario. In un mondo in cui online e offline sono visti come separati è importante ribadire la loro profonda interconnessione: non esiste un distinguo come tra due mondi. Tuttavia è probabilmente sbagliato pensarli come governati dalle stesse regole perché, di fatto, online intercorrono modalità e “formati” diversi di comportamento sociale che vanno specificatamente disciplinati. Online non si parla più di stato nazionale, ma di community globale. E in una community globale il lavoro di Facebook è quanto più prezioso..

Fonte: ninjamarketing.it

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